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Luce e Tenebra

Forse un giorno ci sara’ uno strumento, una specie di GPS, ma per il momento bisogna farne a meno. Qualche aiuto puo’ venire dal guardarsi indietro, valutando il percorso fatto e imparando dagli errori del passato. Ma quando nemmeno questo e’ utile, allora per tracciare la rotta si deve fare da se. Nella solitudine della cabina di comando, fra il vento e la pioggia che scuotono la barca, bisogna trovare nel proprio coraggio o nella propria disperazione la forza di concentrarsi sulle carte e studiare le virate, le strambate e i bordi giusti per evitare secche, scogli e le dolci sirene, sempre pronte a seppellire nel loro abbraccio sensuale le ambizioni e l’energia che ti hanno fatto comandante.
A volte, a questo si aggiunge la quieta consapevolezza che per quanto tu possa tenere le mani salde sul timone e per quanto giusta sia la tua prua, il tuo porto d’arrivo sara’ sempre lo stesso. L’unica differenza sara’ la rotta che seguirai. Una rotta fatta di luce e tenebra, lungo la quale incrocerai altri vascelli, nella cui cabina di comando scorgerai altri timonieri e nei loro occhi potrai leggere la stessa paura e la stessa disperazione che, se avessi lo specchio giusto, potresti leggere nei tuoi.